Ma veramente pensiamo che il mondo ci appartiene solo perché gestiamo l'economia di questo mondo?
Essere soci di una società che detiene il pacchetto di maggioranza senza voler ripartire almeno una parte di utili con i lavoratori di questa strana SpA. E' follia economica!
Non ne vogliamo fare un fatto umanitario?
Non vogliamo riconoscere gli immigrati come uomini e donne, ma solo come "attrezzi" da usare nel momento del bisogno?
Bene, facciamolo pure, ma un "piatto" per mangiare ci servirà sempre.
Per quanto tempo ancora vogliamo buttare i piatti tutte le volte che finiamo un pasto? Non durerà in eterno.
Finché non comprenderemo che tutti vogliamo salire a turno sulla giostra dell'economia e del benessere; perché è questo il circo che abbiamo messo in piedi a livello globale e che manteniamo in vita in ogni angolo del paese, non saremo capaci di capire dove stiamo andando e le conseguenze che questo stile di vita comporta.
Cacciamo i reietti, buttiamo giù le loro povere abitazioni, li rispediamo nei loro paesi d'origine ma al tempo stesso sono a migliaia a lavarci i piatti nei ristoranti, a raccogliere la nostra frutta e verdura, a badare ai nostri nonni e bambini, a pulire i nostri uffici, le nostre case, a costruire i nostri abusi edilizi oppure le nostre ville fuori porta; e chissà in quanti altri posti sono ma facciamo finta di non saperlo.
Se sparissero nel nulla dall'oggi al domani, forse capiremmo.
Uffici e case sporche
Frutta e verdura a marcire nei campi e sugli alberi
Bimbi da soli in casa
Nonni con la cacca al culo
Disabili fermi nei loro letti
Fabbriche con la metà degli operai
Negozi di frutta, verdura ed abbigliamento a buon mercato, che usiamo per arrivare alla fine del mese: chiusi.
Cantieri edili praticamente fermi
Ci sarebbero veramente posti di lavoro in più per noi?
Non credo! Camorra, Mafia, 'ndrangheta e cattivi padroni non pagano volentieri contributi e non mettono in regola i loro lavoratori.
Sono "piatti di carta" da buttare a fine pasto.
E allora valutiamo con attenzione. Commercio si, sfruttamento No. Il circo gira e questo enorme tendone cambia piazza facilmente. Non scordiamoci mai che un giorno fuori dal tendone a fare la file potremmo esserci noi; come già ci è capitato.
E se abbiamo perso completamente il senso del peso della vita e del rispetto dell'altro almeno non perdiamo di vista che il non permettere ad altri di diventare parte attiva di questo sistema di ACQUISTO/VENDITA 24 ORE SU 24, ci porterà al collasso economico.
I poveri non comprano nulla, ed il nostro è un mondo sempre più povero non solo economicamente parlando....purtroppo.
lunedì 11 gennaio 2010
martedì 22 dicembre 2009
TAMOXIFENE puntata n. 1
Oggi navigando su un sito importante che riguarda la prevenzione e la cura del cancro al seno ho scoperto una cosa molto interessante: chi assume tamoxifene ha la possibilità del 440% di avere una recidiva sull'altro seno....?
Rileggo e penso di aver capito male. Invece no! Studi americani rivelano questa diciamo "controindicazione" ossia il tamoxifene fa tanto bene sul seno che ha già auto il cancro peccato che con molta probabilità si presenti dall'altro lato.
DICO SCHERZIAMO, COSA NE SAPPIAMO QUI IN ITALIA, E' VERO E LE DONNE CHE LO PRENDONO PERCHE' NON VENGONO INFORMATE?
Sono incazzata, preoccupata, indignata ed aspetto una risposta da parte di quel blog medico a cui ho rivolto le stesse domande.
A tutte le interessate e non, io non mollo mai, come la Katie di "Come eravamo" (tanto per alleggerire il clima..) quando avrò notizie fresche ci risentiremo.
http://senoesalute.blogspot.com
e cercate alla data del 30/8/2009
Rileggo e penso di aver capito male. Invece no! Studi americani rivelano questa diciamo "controindicazione" ossia il tamoxifene fa tanto bene sul seno che ha già auto il cancro peccato che con molta probabilità si presenti dall'altro lato.
DICO SCHERZIAMO, COSA NE SAPPIAMO QUI IN ITALIA, E' VERO E LE DONNE CHE LO PRENDONO PERCHE' NON VENGONO INFORMATE?
Sono incazzata, preoccupata, indignata ed aspetto una risposta da parte di quel blog medico a cui ho rivolto le stesse domande.
A tutte le interessate e non, io non mollo mai, come la Katie di "Come eravamo" (tanto per alleggerire il clima..) quando avrò notizie fresche ci risentiremo.
http://senoesalute.blogspot.com
e cercate alla data del 30/8/2009
lunedì 21 dicembre 2009
il mio amico Eric
Ieri pomeriggio mi sono immersa in un bel film IL MIO AMICO ERIC di Ken Loach.
Io non so nulla:
di calcio,
di uomini al pub che bevono birra fino a gonfiare i loro stomaci come otri,
di figli così fragili che per cercare di diventare adulti da soli, commettono delle fesserie molto pericolose,
di 50enni che affrontano le ansie come quando si è bimbi e si ha paura del buio e allora si da la mano al nostro eroe immaginario che si materializza lì solo per noi e allora troviamo il coraggio di percorrere il lungo corridoio buio in cerca della luce,
di maschi che per dire ti amo ci mettono 30 anni, perché non sanno come dirlo,
di quella rete di solidarietà maschile forte e ruvida che non ti molla mai e che cerca soluzioni incredibili per aiutarti quando sei nella merda!
Non ne so nulla perché sono una donna ed il mio punto di vista è diverso.
Ma ringrazio Loach per avermi regalato le sue debolezze ed il modo di affrontarle per poterle vincere.
Io non so nulla:
di calcio,
di uomini al pub che bevono birra fino a gonfiare i loro stomaci come otri,
di figli così fragili che per cercare di diventare adulti da soli, commettono delle fesserie molto pericolose,
di 50enni che affrontano le ansie come quando si è bimbi e si ha paura del buio e allora si da la mano al nostro eroe immaginario che si materializza lì solo per noi e allora troviamo il coraggio di percorrere il lungo corridoio buio in cerca della luce,
di maschi che per dire ti amo ci mettono 30 anni, perché non sanno come dirlo,
di quella rete di solidarietà maschile forte e ruvida che non ti molla mai e che cerca soluzioni incredibili per aiutarti quando sei nella merda!
Non ne so nulla perché sono una donna ed il mio punto di vista è diverso.
Ma ringrazio Loach per avermi regalato le sue debolezze ed il modo di affrontarle per poterle vincere.
martedì 1 dicembre 2009
BOLINA

Sono in tanti seduti nelle sedie leggermente reclinate, poste in cerchio intorno alla grande fontana di Place de Luxembourg e tutto ricorda un quadro. Le statue, i prati fioriti, lo sfondo del bellissimo palazzo ci ricorda che la bellezza è ancora più visibile quando l'architetto si è sforzato di creare armonia di arredo fra le cose inamovibili, come le facciate e quelle cangianti, come i grandi viali di ippocastani che seguono le stagioni.
Tutti sono intenti, seduti ad ammirare la calma e la bellezza del trascorrere ozioso del tempo. Come se fosse possibile toccarlo! Tutti sono consapevoli che spostarsi, per uscire dal quadro, significa uscirne per sempre. E' rompere l'incantesimo e indugiamo perché consapevoli di essere gli artefici della buona riuscita dell'opera d'arte.
Anche Marc è fermo, lui affitta barche a vela ai bambini. Per due euro l'ora, è l'unico che concede movimento a questa istantanea quasi ottocentesca.
I bimbi si affannano intorno alla grande vasca oblunga, quando la raffica arriva le barche virano di bolina e attraversano veloci lo specchio d'acqua, anche i germani reali hanno imparato che è meglio scansarsi velocemente. Gli unici a cui è consentito il movimento.
I bimbi, le loro barche e le loro lunghe bacchette di legno con le quali poter girare ancora una volta la prua al vento e di nuovo correre in cerchio prima che la barchetta frani sull'altra sponda.
L'unico movimento accettato in tanto immobilismo.
Loro non hanno la percezione di vivere in un quadro, non turbano l'equilibrio a lungo ed affannosamente cercato dagli altri astanti.
In noi c'è la difficoltà a vivere un'incantesimo.
Loro sono l'incantesimo vivente.
mercoledì 25 novembre 2009
Vinicio Capossela: SOLO SHOW
E come potevo supporre una così grande bellezza, unica oramai, nel suo genere.
Torni nell'incanto del circo della tua infanzia dove tutto è vero perché ci credi.
E allora maghi e giganti ti fanno compagnia fino al disincanto, fino alle porte dell'inferno.
Attraversi il dono della parola e scopri poesie che non conoscevi.
Resti a bocca aperta come solo i bimbi sanno fare, mentre guardi un Babbo Natale-Houdini impazzito appeso per i piedi ad un trapezio illuminato.
Esplodi di gioia alla sua autoliberazione o ti commuovi perché S. Nicola si è sparato in un discount perché non sapeva più esaudire desideri impossibili.
Insomma: non è solo musica, non è solo racconto, non è solo circo, non è solo testo, è SOLO SHOW da vedere e gustare dal profondo del cuore, con anima pura e pulita.
Come fosse la prima volta di tutto e mentre vi incamminate verso casa a spettacolo finito e rientrate nella realtà provate a pensare che c'è qualcuno che considera Bob Dylan, il migliore per testi e musica.
Allora quel qualcuno vi farà invidia, perché non ha ancora provato la meraviglia dell'incontro fra un pianoforte giocattolo e un theremin, che voi già conoscete.
Torni nell'incanto del circo della tua infanzia dove tutto è vero perché ci credi.
E allora maghi e giganti ti fanno compagnia fino al disincanto, fino alle porte dell'inferno.
Attraversi il dono della parola e scopri poesie che non conoscevi.
Resti a bocca aperta come solo i bimbi sanno fare, mentre guardi un Babbo Natale-Houdini impazzito appeso per i piedi ad un trapezio illuminato.
Esplodi di gioia alla sua autoliberazione o ti commuovi perché S. Nicola si è sparato in un discount perché non sapeva più esaudire desideri impossibili.
Insomma: non è solo musica, non è solo racconto, non è solo circo, non è solo testo, è SOLO SHOW da vedere e gustare dal profondo del cuore, con anima pura e pulita.
Come fosse la prima volta di tutto e mentre vi incamminate verso casa a spettacolo finito e rientrate nella realtà provate a pensare che c'è qualcuno che considera Bob Dylan, il migliore per testi e musica.
Allora quel qualcuno vi farà invidia, perché non ha ancora provato la meraviglia dell'incontro fra un pianoforte giocattolo e un theremin, che voi già conoscete.
venerdì 20 novembre 2009
BRENDA
E così è finita.
Insieme al corpo carbonizzato di Brenda se ne è andata la vergogna e il senso di colpa di tutti quelli che l'avevano pagata, per provare un'emozione.
Tutti hanno riacquistato la loro verginità.
Nessuno più che possa testimoniare i privati vizi. Restano solo le pubbliche virtù.
Strano paese il nostro che si indigna per i gusti sessuali non conformi alla pubblica morale e non batte ciglio di fronte ad una vita umana.
Mi viene il dubbio che nessuno la consideri vita umana.
Ho ascoltato commenti orribili intorno a questa storia: "almeno Lui, mia cara Lei va a donne!"
Scusate non ho ancora capito cosa voglia dire e non voglio conoscere nessuno che si prenda la briga di spiegarmelo.
Addio Brenda. Spero che tu non perdonerai e non chiederai scusa a nessuno per quello che eri.
Insieme al corpo carbonizzato di Brenda se ne è andata la vergogna e il senso di colpa di tutti quelli che l'avevano pagata, per provare un'emozione.
Tutti hanno riacquistato la loro verginità.
Nessuno più che possa testimoniare i privati vizi. Restano solo le pubbliche virtù.
Strano paese il nostro che si indigna per i gusti sessuali non conformi alla pubblica morale e non batte ciglio di fronte ad una vita umana.
Mi viene il dubbio che nessuno la consideri vita umana.
Ho ascoltato commenti orribili intorno a questa storia: "almeno Lui, mia cara Lei va a donne!"
Scusate non ho ancora capito cosa voglia dire e non voglio conoscere nessuno che si prenda la briga di spiegarmelo.
Addio Brenda. Spero che tu non perdonerai e non chiederai scusa a nessuno per quello che eri.
venerdì 13 novembre 2009
OIL 4 BRAINS
sabato 14 novembre 2009
da "Saperi e Sapori"
in Via Pittalunga 7/9 a Roma
alle ore 18.00
gli OIL4BRAINS
Racconteranno "storie", impastandole con il cibo, bagnandole con il vino e mescolandole alla musica.
Serviranno ai presenti questo cocktail.
E dulcis in fundo, ci sarà un ricordo di Alda Merini.
Spazio spazio, io voglio tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch'io lanci un urlo inumano,
quell'urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.
Alda Merini
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